Di Margherita De Giorgi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abstract

L’ankoku butō (Danza Oscura, o Danza delle Tenebre) di Hijikata Tatsumi implica sia una pratica corporea sia una dichiarazione ideologica, le quali intrattengono un complesso rapporto con la modernizzazione nipponica a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Analizzandolo dal punto di vista somatico è possibile comprendere come l’artista non abbia soltanto concepito ma, in ultima istanza, praticato un distacco rispetto a tratti peculiari dell’«Occidente» così come da quelli dell’Orientalismo. Utilizzando gli impulsi psico-fisiologici come strumento per rovesciare i linguaggi dominanti, Hijikata riuscì a non farsi coinvolgere nel circuito chiuso tra le tendenze correnti e la controcultura. Alcuni aspetti di queste dinamiche vengono riassunti e in sintesi confrontati con l’avanguardia del secondo dopoguerra, per confermare l’unicità essenziale dell’ankoku butō nella  consapevole considerazione della cultura come processo d’incorporazione.

 

Leggi l’articolo completo (english):

A solitary dance. Hijikata Tatsumi’s «ankoku butō», a somatic perspective on culture and performance.

 

 

 

 

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Margherita De Giorgi è dottoranda presso l’Università di Bologna. Laureatasi con lode nel 2012 in Discipline dello Spettacolo dal Vivo ha pubblicato gli esiti della sua tesi, seguita dal Professor Matteo Casari e dal Professor Enrico Pitozzi, con il titolo «To be renewed again». Esperienze di butō in Europa: Yvonne Pouget, Imre Thormann e Xavier Le Roy nella collana Arti della Performance: Orizzonti e culture. Le sue ricerche riguardano la figura del performer nella Nuova Teatralogia, con particolare attenzione alla fisiologia e alla Somatica, al lavoro corporeo e all’elaborazione della presenza scenica.  Dal 2010 fa parte del Comitato di Redazione di «Antropologia e Teatro. Rivista di Studi», diretta dal Prof. Giovanni Azzaroni. Formatasi in danza classica e contemporanea, ha avvicinato alcune forme di teatrodanza extra-europee. I suoi interessi toccano le arti, il rapporto tra pratica corporea e identità culturale, l’Antropologia Medica e del Corpo. Dal 2013 è inoltre operatrice in Terapia Cranio Sacrale Biodinamica