Dopo l’enorme successo dell’evento La bellezza del Giappone e noi: concerto di shakuhachi dello scorso anno, proposto all’interno del festival culturale dedicato al Giappone Haru no zake, l’associazione Ukigumo è lieta di presentarvi Duo di shakuhachi in concerto.

Protagonisti di questo evento saranno il già conosciuto shihan Fiore Seichiku De Mattia e il daishihan Daniel Seisoku Lifermann. I due maestri si esibiranno in brani solo e duetti, portando in scena alcuni dei pezzi più rappresentativi del repertorio dello shakuhachi.

Diffusosi in Giappone durante il periodo Edo (1603-1868) come uno strumento spirituale impiegato esclusivamente dai “monaci del nulla” della setta Fuke per meditare, nel tempo il flauto shakuhachi si affermò anche tra la gente comune e da strumento solo si trovò ad essere impiegato in ambito musicale anche insieme ad altri strumenti (principalmente con la cetra a tavola con ponticelli mobili koto e il liuto a manico lungo shamisen nell’insieme sankyoku). L’abolizione della setta nel 1871 segnò la nascita delle scuole (ryū) di shakuhachi, ognuna di esse incentrare a proseguire e mantenere viva la propria tradizione e il proprio stile. Inoltre, con l’avvento della modernità del periodo Meiji (1868-1912) sopravvennero importanti cambiamenti anche nel mondo dello shakuhachi, tra cui la possibilità di suonatori appartenenti a scuole differenti di suonare insieme e la fioritura di nuove composizioni.

I brani proposti in questo concerto appartengono al repertorio degli antichi honkyoku, ovvero i pezzi ‘classici’ composti unicamente per lo shakuhachi. Alcuni di essi verranno eseguiti contemporaneamente da due elementi, suonando insieme la stessa melodia o eseguendo parti diverse di uno stesso brano.

Daniel Seisoku Liefermann ha cominciato a studiare shakuhachi nel 1983 con Franck Noël, per poi proseguire con Iwamoto Yoshikazu e Gunnar Jinmei Linder. Dal 2000 segue il maestro Fukuda Teruhisa, con il quale organizza regolarmente corsi e stage avanzati di insegnamento dello shakuhachi presso l’associazione francese da lui fondata nel 1994, La voie du bambou. Nel 2008 ha ricevuto il titolo di daishihan dal maestro Fukuda.

Fiore Seichiku De Mattia inizia lo studio dello shakuhachi a partire dal 2003 sotto la guida del maestro Daniel Lifermann, presso l’associazione francese La voie du bambou. Dal 2009 di dedica all’attività di divulgazione e insegnamento dello shakuhachi in Italia mediante lezioni private e regolari stage. Nel 2013 consegue il titolo di shihan, conferitogli dal maestro Fukuda Teruhisa.

Roberto Sallustio studia Lingue e civiltà orientali presso la Facoltà di Studi orientali della “Sapienza” Università di Roma e nel 2010 si laurea con una tesi in Etnomusicologia dell’Asia dal titolo “Lo shakuhachi tra locale e globale. Ideologia, pratiche e protagonisti in Giappone e in alcuni Paesi europei”. Nel 2011 viene pubblicato l’articolo Between global and local: The Shakuhachi and its European ‘Identities’, sul “The European Shakuhachi Society Journal, vol. 1 (The Shakuhachi in the European Diaspora)”, rivista ufficiale della European shakuhachi society.

Programma concerto

(Tutti i brani presenti in scaletta sono eseguiti secondo la versione del maestro Teruhisa Fukuda)

1- HIJIRI NO SHIRABE (eseguito all’unisono)

“Sacra melodia”. Brano introduttivo composto da T. Fukuda.

2 – SHIKA RENBO (versione duo del brano Shika no tōne)

“Il mutuo richiamo dei cervi”. Questo brano è tra i pezzi più famosi eseguiti in duetto. Due cervi, seppur distanti e in posti lontani, nel cercarsi scambiano reciproci richiami.

3 – RENBO NAGASHI (eseguito da D. Lifermann)

“Continuo desiderio”. Questo brano veniva suonato dai monaci komusō durante la loro attività questuante. Nagashi esprime il senso dello scorrere, del continuare, del pellegrinare. Come tutti i brani classici, ne sono state tramandate diverse versioni.

4 – KUMOIJISHI (duo all’ottava, D. Lifermann al registro acuto e F. De Mattia al registro grave)

“Il cielo e il leone”. Questo brano è caratterizzato da un andamento veloce anche se a volte viene eseguito in maniera lenta. Esso veniva suonato dai monaci komusō nei momenti meno impegnativi della loro giornata, e per questo ha mantenuto un significato gioioso e di buon auspicio.

5 – JINBO SANYA (eseguito da F. De Mattia)

“Tre Valli”. La leggenda racconta che il komusō Jinbo suonò questa melodia come preghiera per un lieto parto sulla soglia di una casa dove si era fermato per chiedere l’elemosina e nella quale stava per nascere un bambino.

6 – RENBO SUGOMORI (versione duo del brano Tsuru no sugomori)

“Nidificazione delle Gru”. Il brano descrive il ciclo di vita di una coppia di gru. In esso si percepisce l’intera espressione del valore della famiglia e la manifestazione dell’affetto dei genitori nei confronti dei propri figli.