Cai laoshi intenta a suonare il qin, anno 2000 (foto di Poon Tak-lun)

Di Georges Goormaghtigh

Traduzione del francese: Augusto Debove

«Sai a cosa assomiglia il nostro passaggio quaggiù?

All’oca selvatica che nel suo volo talvolta si posa

e pesta la neve,

lasciando al suolo, senza volere, l’impronta delle sue zampe…»

Su Dongpo

 

Abstract:

Poeta, calligrafa e musicista originaria della provincia del Zhejiang, Tsar Teh-yun (1905-2007) visse a lungo a Shanghai. Nel 1950 si stabilì a Hong Kong dove si dedicò all’insegnamento dell’arte del qin, l’antica cetra dei letterati cinesi, fino ad età avanzata. Animata da una formidabile sete di musica, la Signora Tsar, o Cai laoshi (maestra Cai), come veniva chiamata, ha formato a Hong Kong più generazioni di allievi in un periodo in cui, in Cina, l’eredità della cultura antica era minacciata di sparizione. Oggi i suoi allievi tramandano quest’arte singolarmente ricca e profonda, un’arte grazie alla quale è possibile, dicono i suoi adepti, coltivare se stessi e conservare la propria energia vitale. Per Cai laoshi la pratica del qin era anche uno strumento di conoscenza che le permetteva prima di tutto di realizzare la sua umanità[1].

La vetrina dei tesori

Una frase di Cai laoshi mi farà sempre piangere: «Quando vedo gli scritti del mio maestro, sono come un bambino povero abbagliato alla vista dei tesori esposti in una vetrina».

Articolo completo in PDF:

[1]              La primavera scorsa sentii tutt’a un tratto il bisogno di fissare nero su bianco alcuni ricordi legati all’insegnamento della mia maestra di qin, Tsar Teh-yun. Una volta completato il testo, cui diedi il titolo “La sostanza delle cose”, annotai meccanicamente in calce all’ultima pagina del manoscritto la data della stesura. Rileggendolo dopo qualche giorno, mi accorsi che quella data – marzo 2013 – corrispondeva esattamente al quarantesimo anniversario del mio primo incontro con questa musicista.

Poco più tardi un amico grafico, Soheil Azzam, al quale avevo fatto leggere questi piccoli brani, mi propose di impaginarli per un’eventuale pubblicazione. Aveva appena finito questo lavoro, che mi disse ancora: “Perché non ripubblicare il doppio CD della tua maestra? Sono dischi quasi introvabili in Europa”. Entusiasta dell’idea, contattai l’AIMP (Archives internationales de musiques populaires du Musée d’ethnographie de Genève) che, sei anni prima, aveva pubblicato il disco di uno degli allievi della maestra Tsar (“Le pêcheur et le bûcheron”. Le qin, cithare des lettrés, Sou Si-tai”. AIMP LXXXII VDE-GALLO, CD-1214, 2007). Il progetto fu accettato e il lavoro ebbe inizio quasi subito. Questo doppio CD, il 108esimo della collana, dovrebbe vedere la luce a primavera del 2014.