Di Luca Maria Olivieri

(Articolo originariamente pubblicato per la collana Il nuovo Ramusio, editore ISIAO, 1 febbraio 2009)

Quella dello Swat non è solo, o semplicemente, la regione frontaliera di nord ovest del Pakistan, ma il confine geografico, geopolitico e storico dell’intero Subcontinente indiano. Lo è anche dal punto di vista culturale, si può dire, da sempre: qui si arrestava l’impero achemenide (VI-IV secolo a.C.), estrema propaggine della civiltà iranica verso oriente, le cui tracce sono ancora riconoscibili nella lingua pashtu parlata dalla locale etnìa; qui, il discepolo di Aristotele, Alessandro il Macedone, attraversò la soglia che separava, quasi Colonne d’Ercole verso l’altra parte del mondo, il noto dall’ignoto; da qui Padmasambhava diffuse il buddhismo in Tibet; qui, tra queste aspre montagne, tra questa intatta gente che l’Islam a fatica conquistò alla propria causa, si gioca oggi una fase non secondaria della difficile partita dell’espansione o del contenimento dell’integralismo. Qui, infine, in questo eccezionale teatro, si può dire che il «Grande Gioco» caro a Rudyard Kipling continui a svolgere, con drammatici effetti, le sue invisibili trame.

Il libro, seguito e completamento ideale della Via dello Swat (1963) di Giuseppe Tucci, si avvale dell’esperienza maturata dall’autore in oltre venti anni di campagne archeologiche condotte nella valle dello Swat dalla Missione italiana in Pakistan dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente.

(Un corto di Nico Piazza e Aliya Salahuddin)

Luca Maria Olivieri – Swat. Storia di una frontiera 

testo integrale (PDF)

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Luca M. Olivieri è Direttore della Missione archeologica italiana in Pakistan. Socio dell’IsIAO, Olivieri è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra le quali ricordiamo Bir-Kot- Ghwandai Interim Reports. I: The Survey of the Bir-Kot Hill. Archaeological Map and Photographic Documentations (IsIAO, 2003).