Di Roberto Sallustio   E’ possibile definire uno strumento di secoli fa “contemporaneo”? E’ corretto definirlo “tradizionale”, anche se impiegato in un brano di musica elettronica? Uno strumento proveniente dal ‘lontano’ Giappone può assumere un’‘identità’ europea? Nel traffico di culture[1] in cui viviamo circola, ormai da anni,  lo 尺八 shakuhachi,[2] un flauto dritto di bambù...